mercoledì 30 dicembre 2015



PET THERAPY
Questa terapia è basata sull'interazione tra l'uomo e l'animale, e può essere applicata a pazienti con diversi tipi di patologie: ha come obiettivo il miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psicologico e psicologico-emotivo della persona che è in terapia. La presenza di un animale, permette di facilitare il rapporto tra il medico e il paziente, e di stabilire una partecipazione attiva di quest'ultimo. La scoperta della Pet Therapy (intorno al 1960), fu merito di Boris Levinson, uno psichiatra infantile, che applicò la teoria ai suoi pazienti. La teoria enunciata da Levinson, dice che prendersi cura di un animale può calmare l'ansia, può trasmettere calore affettivo, e aiuta a superare lo stress e la depressione. 
Nella Pet Therapy sono previste varie figure:
-Responsabile di progetto ( un professionista del campo sanitario)
-Medico Veterinario (valuta i requisiti comportamentali e sanitari dell'animale, l'aspetto igienico e sanitario ed il benessere animale)
-Coordinatore d'intervento (psicologo/psicoterapeuta), educatore, infermiere/assistente sanitario, OSS laureato in scienze motorie, psicomotricista)
-Coadiutore dell'animale (promuove la relazione uomo animale e monitora lo stato di salute ed il benessere dell'animale in collaborazione con il veterinario).
Le figure professionali coinvolte devono avere una preparazione specifica per quanto riguarda le caratteristiche generali dell'animale che fa parte della terapia. L'intervento degli enti pubblici, università, enti sanitari generali, permettono una formazione il più possibile uniforme e accessibile dal punto di vista economico. Si individua l'animale corretto per il singolo paziente in base alle preferenze personali, alle capacità psico-fisiche, all'analisi di eventuali fobie specifiche, alle allergie e in base alla risposta emotiva della prima seduta.
Nella Pet Therapy si utilizzano animali come:
-gatti/cani/conigli/uccelli
-cavalli (Ippoterapia)
-asini (Onoterapia)
-delfini (Delfinoterapia)













Bibliografia: www.wikipedia.it
LEV VYGOTSKIJ
Vygotskij, fu uno psicologo sovietico, padre della scuola storico-culturale. Nacque il 17 Novembre 1896 ad Orsha in Bielorussia da una famiglia di ebrei benestanti.
L'idea principale di Vygotskij è che lo sviluppo della psiche, sia guidato e influenzato dal contesto sociale, quindi nella cultura nella quale l'individuo si trova a vivere in quel determinato momento; tutto viene appreso tramite strumenti che l'ambiente mette a disposizione, come per esempio il linguaggio. L'ambiente culturale permette lo sviluppo cognitivo, e il salto qualitativamente superiore delle abilità cognitive avviene tramite età stabili ed età critiche.
Le età stabili sono quei periodi in cui il cambiamento è minimo, ma con l'accumularsi di queste, si vengono a creare le età critiche che permettono di passare alla fase successiva. Queste "crisi" sono importanti perché se superate correttamente permettono uno sviluppo cognitivo corretto. Vygotskij accetta l'ipotesi che la struttura base dei processi psichici sia la sequenza stimolo-reazione, ma per quanto riguarda i processi psichici superiori, utilizza l'io stimolo mezzo; esso è creato dall'uomo ed è usato per instaurare un nuovo rapporto stimolo-risposta.
La zona prossimale di sviluppo, è un concetto fondamentale nella teoria di Vygotskij, che serve per spiegare come l'apprendimento del bambino si svolga con l'aiuto degli altri. La ZSP è definita come la distanza tra il livello di sviluppo attuale e il livello di sviluppo potenziale, che può essere raggiunto con l'aiuto degli altri.
Importantissimo è anche il contributo di Vygotskij sull'interrelazione tra lingua-pensiero, che consiste nella relazione profonda tra discorso e sviluppo di concetti.

Bibliografia: www.wikipedia.it

martedì 29 dicembre 2015

LA MIA ESPERIENZA ALLE SCUOLE ELEMENTARI


Buonasera!
in questo post, volevo parlarvi della mia esperienza fatta alle scuole elementari.
Ho frequentato la scuola elementare di Villadose, un paesino vicino a Rovigo, in Veneto. La foto che vedete era la mia scuola, ma ora non lo è più perché è stata ricostruita per diventare una casa di riposo, e per me è stato molto triste dal momento in cui ho trascorso cinque anni della mia infanzia in quella scuola. Il primo giorno di scuola per me è stato traumatico, di solito succede ai bambini, perché è il primo giorno in cui entri a far parte del mondo vero e proprio dell'istruzione, si fa una nuova esperienza. Ricordo benissimo le mie maestre, sono sempre state molto buone con me, ma ricordo che non andavo molto d'accordo con la matematica, non sono mai stata brava in quella materia; ogni volta che sbagliavo a fare l'esercizio, cioè SEMPRE, la maestra mi scriveva: "Ritenta e sarai più fortunata" con la penna rossa. Mi demoralizzavo ma in ogni caso andavo avanti, dato che in compenso ero brava in scienze, mi piaceva molto. Inoltre la maestra di matematica ci faceva anche immagine, e io adoro disegnare, non vedevo l'ora di fare quella materia; una volta infatti mi è successo di aver preso un brutto voto in matematica (tanto per cambiare) e voleva fare recupero di matematica per quei bambini che avevano fatto male la verifica ma, io non volevo, volevo disegnare e così è stato, per fortuna.  La maestra di italiano era bravissima, e faceva anche molto ridere, perché ogni volta che correggeva i compiti raccoglieva i quaderni e ce li lanciava uno ad uno dicendo " Posta Prioritaria! ". La maestra di italiano ci faceva fare anche musica, e quello era il momento più bello, perché mi piace la musica! Due volte a settimana facevo i rientri e mangiavo in mensa, non era per niente buono il cibo, però mi accontentavo. Io andavo a scuola dal lunedì al sabato, ero a casa solo alla domenica, e ci davano parecchi compiti, specialmente nel periodo di Natale, per esempio la maestra di italiano ci dava venti frasi di grammatica e logica da fare. Nonostante tutto però mi sono divertita tantissimo e ho imparato molte cose, anche dalle gite che ho fatto; sono andata sui Colli Euganei, a Venezia e in altri posti. Una delle cose fondamentali della scuola, era che potevo vedere le mie amiche tutti i giorni, e poi nel periodo primaverile si andava a giocare fuori. E' stata una bellissima esperienza che mi ricorderò per il resto della vita!
I BAMBINI ALLEVATI IN CONDIZIONI DI ISOLAMENTO

Due casi sono avvenuti negli Stati Uniti, e sono stati riferiti da Kingsley Davis.
Il primo di questi casi rigurda una bambina di nome Anna, ritrovata all'età di sei anni. Era una figlia illegittima, suo nonno volle rinchiuderla in una soffitta per nasconderla dal resto del mondo. Ricevette delle cure fisiche, ma solo il minimo indispensabile per la sopravvivenza, e non ebbe l'opportunità di socializzare. Una volta che fu ritrovata, videro che la bambina non sapeva parlare, camminare e tenersi pulita, e non sapeva nemmeno cibarsi da sola. Era completamente apatica, inespressiva e indifferente nei confronti degli esseri umani. Davis disse: "Le sue condizioni mostravano che le risorve puramente biologiche di cui disponeva, operando da sole, contribuivano in ben scarsa misura a fare di lei una persona completa". Provarono a far socializzare Anna, ma fu tutto inutile perché quattro anni e mezzo dopo morì. Aveva imparato qualche parola ed espressione ma non delle frasi intere. Aveva imparato ad usare i dadi da costruzione, ad infilare le perline di una collana, lavarsi mani e denti, a seguire le istruzioni e a trattare bene una bambola. Imparò a camminare, ma correva in modo goffo. Morì all'età di undici anni, quando ebbe raggiunto un livello di socializzazione pari ad una bambina di due o tre anni. Il secondo caso, riguarda una bambina di nome Isabella, che quando è stata ritrovata aveva all'incirca la stessa età di Anna. Anche lei era illegittima e suo nonno aveva tenuto lei e sua mamma che era sordomuta, all'interno di una stanza buia. Rispetto all'altra bambina, Isabella ebbe l'opportunità di socializzare con la mamma, ma non imparò a parlare, infatti la mamma e la bambina comunicavano a gesti. Si comportava come un animale selvatico. Isabella potè usufruire dell'aiuto di un'equipe di medici e di psicologi. Dopo un avvio lento, la bambina improvvisamente riuscì ad attraversare tutte le fasi dell'apprendimento caratteristiche dei primi sei anni di vita con una velocità incredibile. All'età di otto anni e mezzo aveva raggiunto un livello di apprendimento normale, così riuscì a frequentare la scuola come gli altri bambini. Si concluse che il maggior successo sia stato dipeso dall'abilità dei suoi istruttori e che sua madre era presente durante il periodo dell'isolamento, e che a differenza di Anna, riuscì ad acquisire l'uso del linguaggio.

Bibliografia: Elementi di sociologia, Ian Robertson, Zanichelli




 


LE FUNZIONI PIU' IMPORTANTI DELLA SCUOLA

Le funzioni della scuola sono molteplici, ed hanno un ruolo fondamentale per mantenere l'ordine sociale. Esse sono descritte dalla prospettiva funzionalista, la quale mette in rilievo l'importanza centrale della scuola.
La trasmissione culturale
Per poter resistere al tempo, una società deve trasmettere la propria cultura alle varie generazioni. La scuola offre abilità, conoscenze e valori, ma tutto ciò riguarda il carattere conservatore della scuola, che nella cultura tradizionale ha poca importanza, dato che essa cambia molto lentamente. Invece in una società moderna, il carattere conservatore della scuola, può intralciare il processo di rinnovamento, non preparando i giovani al futuro.
L'integrazione sociale
Nelle società moderne esistono molte minoranze etniche, razziali, religiose, e l'istruzione può aiutare ad integrare i giovani di queste subculture nell'ambito di una cultura comune, per lo sviluppo di una società quasi omogenea, fondata su valori condivisi da tutti.
Lo sviluppo personale
La scuola permette di acquisire  la consuetudine di riflettere e la capacità di avere ampie vedute. Una parte dell'istruzione è importante per un'occupazione futura, dall'altra però molte cose hanno un valore più importante dal punto di vista affettivo, sociale e intellettuale della persona, per esempio le persone più istruite tenderanno ad abbandonare il pregiudizio e l'intolleranza.
La selezione
Nelle società industriali, l'istruzione è un mezzo importante al successo professionale ed economico. La scuola limita l'accesso alle varie occupazioni assegnando diplomi, lauree a certi studenti e non ad altri; infatti dalle elementari, la scuola controlla gli studenti in modo tale da indirizzarli verso corsi specifici, che riguardino la loro personalità, in pratica ciò che lo studente sa fare. Il titolo che una persona ottiene con il termine degli studi influenzerà molte la vita futura.
L'innovazione
Le istituzioni educative non si limitano a trasmettere le conoscenze esistenti, ma aggiungono nuove conoscenze al passato. Una parte rilevante della ricerca, viene fatta al di fuori delle istituzioni educative, nei centri che fanno capo allo stato e all'industria e negli istituti specializzati.
Le funzioni latenti
L'istituzione svolge anche un ruolo di tipo latente, cioè delle azione che non sono riconosciute e nemmeno intenzionali. Per esempio le scuole hanno la funzione di baby sitting, permettendo così ai genitori di lavorare fuori casa. Le università e le scuole medie/superiori, offrono un " mercato matrimoniale" dal momento in cui  offrono ai giovani la possibilità di interagire. Infine la scuola svolge anche la funzione latente di dare un'occupazione a tempo pieno agli studenti , in modo tale da lasciarli impegnati.

Bibliografia: Elementi di sociologia, Ian Robertson, Zanichelli



lunedì 28 dicembre 2015

CONFRONTO TRA JEAN PIAGET E SIGMUND FREUD: 
LO SVILUPPO DEL BAMBINO  
 Lo svizzero Jean Piaget, studiò zoologia e si laureò in scienze, ma condusse le prime ricerche in psicologia con Binet per la costruzione di test di intelligenza, quindi a produrre una nuova disciplina chiamata epistemologia genetica. Per Piaget era importante la ricostruzione della realtà attraverso un processo di apprendimento, affinché l'individuo si adatti all'ambiente. Tale adattamento avviene attraverso l'accomodamento, cioè la trasformazione delle strutture mentali per meglio aderire alla realtà, e con l'assimilazione, che è l'insieme delle strutture mentali già possedute che vengono superati per comprendere maggiormente la realtà. Piaget elaborò quattro stadi dello sviluppo intellettuale del bambino:
-Stadio sensomotorio: (dagli 0 ai 2 anni, il bambino fa esperienze di tipo sensoriali e motorie per conoscere il mondo);
-Stadio preoperatorio: (dai 2 ai 6 anni, il bambino utilizza un pensiero simbolico che viene espresso attraverso il linguaggio, ma il pensiero è egocentrice, l'unico punto di vista è il suo);
-Stadio operativo concreto: (dai 7 agli 11 anni, ha la possibilità di comprendere e di utilizzare il pensiero logico).
-Stadio operativo formale: (dai 12 anni il bambino utilizza un pensiero astratto e concreto).
Nella teoria psicoanalitica il punto principale è la sfera affettiva, il bambino nella prima e nella seconda infanzia viene determinato dallo sviluppo di forze biologiche istintuali e forze sociali.
Anche per Sigmund Freud esistono delle fasi:
-Fase orale: ( nel primo anno di vita, il piacere deriva dalla mucosa orale e dall'alimentazione);
-Fase anale: (dai 2-3 anni di vita, il piacere deriva dalla mucosa anale e sul trattenere o espellere le feci);
-Fase fallica: (3-5 anni, nasce il complesso di Edipo, ossia l'attrazione verso il genitore del sesso opposto, ed è concentrato sull'organo genitale);
-Fase genitale: (fase che avviene nella pubertà, nella quale si hanno rapporti con l'altro sesso).
Tutto ciò contribuisce alla formazione del carattere, un uomo che cresce controllando il conflitto interiore tra le forze istintuali e la realtà.

Bibliografia: www.sapere.it
LA FAMIGLIA
l'analisi dei modelli familiari
"La famiglia è un gruppo relativamente stabile di individui legati tra loro da un'ascendenza comune, dal matrimonio o dall'adozione, che convivono formando un'unità economica e i cui membri adulti assumono la responsabilità dei piccoli".
Com'è possibile dare un ordine concettuale a un arco tanto ampio di modelli di famiglia?
I sociologi sono ricorsi a sei forme fondamentali:
-Forme di matrimonio: il matrimonio può essere monogamico, cioè che rigurda un solo uomo e una sola donna, o poligamico, quando una persona si sposa con due o più persone dell'altro sesso; si chiama poliginia se è l'uomo ad avere più mogli, invece si chiama poliandria quando la donna ha più mariti.
-Partner preferenziale: alcuni gruppi vogliono che i loro membri si sposino al di fuori del gruppo, e questo modello prende il nome di esogamia; altri gruppi invece preferiscono che i loro membri si sposino all'interno del gruppo (endogamia).
- Forme di famiglia: esiste la famiglia estesa, cioè più di due generazioni appartenenti allo stesso ceppo parentale e il capo di tutta la famiglia di solito è il maschio più anziano; nella famiglia nucleare invece il gruppo si compone dai genitori e dai figli, e vive in una residenza separata dagli altri parenti. Dei sociologi però hanno fatto uno studio sui tipi di famiglia, e sono riusciti a creare uno schema di nome Laslett nel quale ce n'é sono cinque tipi:
-famiglia semplice o nucleare completa (marito, moglie e figli), incompleta (madre vedova o divorziata con figli, o padre vedovo/ divorziato con figli);
-famiglia dei solitari ( una sola persona);
-famiglia senza struttura coniugale (fratelli, sorelle non sposati/e);
-famiglia estesa;
-famiglia multipla (due o più unità coniugali), possono essere verticali (marito, moglie figlio e moglie di quest'ultimo), orizzontale (due o più fratelli con mogli e figli).















Bibliografia: Elementi di sociologia, Ian Robertson, Zanichelli 

domenica 27 dicembre 2015


Che cos'é l'autismo?

Leo Kanner nel 1943, fu il primo a studiare le caratteristiche e le cause di questa sindrome. 
La Sindrome autistica è un disturbo che si manifesta intorno ai tre anni, con difficoltà nella comunicazione e difficoltà nell'interazione sociale. 
I bambini affetti da questa patologia sono in salute ma vivono in un totale isolamento dal mondo circostante tanto da non rispondere agli stimoli. 
Vi sono vari tipi di disturbi legati all'autismo, come:
- Comunicazione verbale e non verbale: il soggetto autistico non acquisisce o acquisisce limitatamente capacità di espressione mediante canale verbale; i soggetti che sanno esprimersi lo fanno in modo bizzarro oppure ripetono suoni, frasi sentite pronunciare ( ecolalia).
- Interazione sociale: mostrano un'apparente carenza di interesse e reciprocità relazionale con gli altri.
- Immaginazione o repertorio di interessi: la persona autistica di solito ha un repertorio molto limitato di comportamenti che vengono ripetuti in modo ossessivo.
- Importanza dell'ordine: forte resistenza al cambiamento, può accadere se viene allontanato dal proprio ambiente o se si lasciano oggetti in disordine.
- Comportamenti ossessivo-compulsivo: intenso desiderio di ripetitività da parte della persona autistica.
Vi sono molti pregiudizi legati ai bambini autistici, e uno di questi è il pregiudizio sulle emozioni, perché si pensa che questi bambini non le provino, ma non è così, infatti provano ansia se viene messo davanti a particolari situazioni, può sorgere la paura dei cambiamenti che deve affrontare, con urla e atteggiamenti scomposti.
La rabbia e la collera sono due emozioni che si riscontrano spesso in questi soggetti, come la sfiducia e la diffidenza. 
Per migliorare la vita di questi bambini bisognerebbe migliorare il loro mondo interiore, diminuendo il loro malessere, quindi cercare di portare in loro serenità, gioia, sicurezza e fiducia, con l'aiuto dei genitori, degli educatori e delle persone che lo circondano.

Bibliografia:
-www.paginemamma.it
-www.wikipedia.it




Ciao a tutti!
In questo post, voglio parlare del metodo di Maria Montessori applicato all'educazione dei bambini.
Maria Montessori, fu un'educatrice, pedagogista, filosofa, medico, nota per il suo metodo educativo che prende il suo nome; fu tra le prime donne a laurearsi in medicina.
Il metodo montessoriano inizia con lo studio di bambini/e affetti da problemi psichici, espandendosi poi allo studio dell'educazione per tutti i bambini.
Sosteneva che il metodo applicato su persone subnormali fosse stimolante anche per l'educazione di bambini normali.
Il principio fondamentale deve essere la libertà dell'allievo, poiché la libertà favorisce la creatività del bambino già presente nella sua natura, e dalla libertà deve emergere la disciplina.
La disciplina si ottiene quando nel bambino emerge l'interesse autentico, cioè quando sceglie il lavoro da fare in base al proprio istinto.
Secondo Maria Montessori è il movimento a giocare un ruolo importante, perché la personalità si forma con il crescere contemporaneo di facoltà psichiche e motorie.
Quando il bambino si muoverà seguendo uno scopo allora da li seguirà la propria identità e sarà disciplinato.
Quando il bambino entra in un ambiente a sua misura, può scegliere le proprie attività in base agli oggetti fatti a sua misura che vengono presentati da parte delle maestre.
Il bambino è disciplinato quando raggiunge un fine.
L'insegnante aiuterà il bambino con questo processo grazie all'attività previste dal metodo chiamato " lezioni di silenzio" nelle quali sperimenterà l'immobilità perfetta, l'attenzione nel percepire il suono del proprio nome pronunciato da lontano, movimenti leggeri e coordinati allo scopo di non urtare oggetti.
Nel 1907 fonda a Roma la prima casa dei bambini.














Bibliografia: www.wikipedia.it

mercoledì 23 dicembre 2015

Buon Pomeriggio!
in questo post volevo parlarvi dei bambini e della musica, di come quest'ultima possa dare benefici ai piccoli. L'universo sonoro del bambino esiste fin dalla vita nella pancia della mamma, come per esempio il battito del cuore, la sua voce, il respiro sono tutti elementi che suonano una melodia rassicurante. Quando viene al mondo, la più classica delle ninne nanne accompagnata dal movimento del cullare favorisce la tranquillità e il sonno. Quando il bambino diventa più grande, le canzoncine dell'infanzia resteranno impresse nella mente del bambino per tutto il resto della sua vita. La musica inoltre può aiutare ad affrontare il dolore. Crescendo, il bambino potrà esprimere un vero e proprio interesse per la musica, così da semplice ascoltatore inizierà l'apprendimento di uno strumento musicale.
Quale musica proporre ai bambini? 
Se la musica deve creare un ambiente rilassante e piacevole in casa, è meglio scegliere generi musicali che piacciano sia a noi che ai bambini. La musica classica è spesso consigliata, come anche la musica jazz, colonne sonore dei film e musica etnica.
Come proporre la musica ai bambini?
I benefici della musica sui bambini riguardano l'ascolto di melodie piacevoli e non soltanto la pratica di suonare strumenti musicali:
-accendere lo stereo e spegnere la televisione: nei momenti in cui si vuole solamente un sottofondo musicale oppure quando il bambino gioca.
-cantare ai bambini: cantare ai bambini per aiutarli a rilassarsi.
-ascoltare musica prima di andare a letto: possiamo usare la musica come sottofondo nella lettura della favola della buonanotte oppure per il riposino pomeridiano.
-giocare con la musica:possiamo mettere a disposizione dei bambini degli strumenti musicali adatti alla loro età, fatti da noi o oggetti comuni per stimolare i bambini ad inventare una musica tutta loro.

Bibliografia:
-www.paginemamma.it
-www.pianetamamma.it





Buongiorno,
in questo post, volevo parlarvi di un tema molto importante che non si deve trascurare, la dislessia.
Il disturbo interessa uno specifico dominio di abilità ( lettura, scrittura, calcolo) lasciando intatto l'intelletto in generale. Tale disturbo è determinato da un'alterazione neurobiologica che caratterizza i DSA ( disfunzione nel funzionamento di alcuni gruppi di cellule deputate al riconoscimento delle lettere/parole e il loro significato). Purtroppo in Italia la dislessia è poco conosciuta, benché si calcoli il 3-4% della popolazione scolastica. Il bambino dislessico può leggere e scrivere, ma non può farlo in maniera automatica, perciò si stanca rapidamente e commette errori. Si manifesta con una lettura scorretta e/o lenta e può manifestarsi anche con una difficoltà di comprensione del testo scritto. Il bambino spesso compie errori nella lettura e nella scrittura che sono caratteristici, come l'inversione di lettere e di numeri e la sostituzione di lettere; a volte non riesce ad imparare le tabelline e alcune informazioni in sequenza come le lettere dell'alfabeto, i giorni della settimana, i mesi dell'anno. Può fare confusione per quanto rigurda i rapporti spaziali e temporali e può avere difficoltà ad esprimersi verbalmente. In alcuni casi presenta difficoltà motorie ( es. allacciarsi le scarpe) e difficoltà nella capacità di attenzione e di concentrazione. Spesso il bambino finisce con l'avere problemi psicologici che sono la conseguenza e non la causa della dislessia. Un bambino dislessico si stanca più facilmente, quindi ha bisogno di molta più concentrazione:
-può leggere un brano correttamente e non cogliere il significato;
-può avere grosse difficoltà con le cifre;
-difficoltà nella lettura/scrittura di lingue straniere;
-può scrivere una parola due volte o non scriverla;
-difficoltà nel memorizzare termini specifici;
-difficoltà nello studio;
-difficoltà a prendere gli appunti.
Quando qualcuno ( genitore o insegnante) sospetta di trovarsi di fronte ad un bambino dislessico è importante che venga fatta una valutazione diagnostica, ovviamente fatta da esperti; ciò si fa per evitare di colpevolizzare il bambino ("non impara perché non si impegna") e l'attribuire la causa a problemi psicologici, errori che determinano sofferenza, frustrazione.

Bibliografia: www.aidlombardia.it

martedì 22 dicembre 2015

Buonasera gente!
Questo post mi spinge a parlarvi dei sogni e di come Freud ha sviluppato questa teoria. "L'interpretazione dei Sogni", è da ritenere una delle pietre angolari della scienza psicoanalitica: Freud stesso definì l'analisi del sogno come la via principale per accedere all'inconscio. Segna il passaggio del metodo psicoanalitico, per accedere ai contenuti inconsci della psiche, dalla semplice tecnica delle libere associazioni (tecnica mediante la quale viene chiesto al paziente tutte le idee e le parole che riaffiorano nella sua mente senza controllo cosciente) al nuovo metodo onirico, cioè tramite il sogno, che limita l'attività censoria della ragione. L'interessse di Freud per l'interpretazione dei sogni sembra essere scaturita una parte dall'osservazione delle libere associazioni dei suoi pazienti, dall'altra dall'osservazione psichiatrica degli stati allucinatori dei malati psicotici, i quali traevano benefici dal sogno perché permetteva loro di realizzare un desiderio non raggiungibile nella realtà. Il sogno si divide in due parti:
-Contenuto manifesto: parte del sogno che viene raccontata dal sognatore al risveglio.
-Contenuto latente: contenuti mascherati da elementi simbolici, che alla fine vengono definiti manifesti perchè possono essere interpretati dalla psicoanalisi per arrivare al conscio.
Per Freud vi erano una serie di leggi che regolavano la formazione del contenuto manifesto di un sogno:
-Condensazione: collegamenti tra elementi che nella veglia sembrano scollegati.
-Spostamento: attribuzione di un carattere di un elemento ad un altro.
-Drammatizzazione: i contenuti latenti sono presenti nel sogno manifesto come azioni o situazioni.
-Simbolizzazione: elemento accettabile alla coscienza che nasconde un contenuto inaccettabile.
Rappresentazione per l'opposto:il contenuto manifesto è opposto al contenuto latente.
La teoria ha per principio i desideri inconsci che nel sonno si manifestano attraverso l'immagine onirica. Secondo lui, il sogno è una "realizzazione vietata di desideri inibiti" cioè desideri che la coscienza disapprova e che non vuole siano rivelati.

Bibliografia:
-www.psicoanalisi.it
-www.wikipedia.it



lunedì 21 dicembre 2015

Buonasera,
in questo post voglio parlarvi delle attività che vengono svolte all'asilo nido.
All'asilo nido i bambini vengono divisi in tre sezioni:
-LATTANTI
-SEMIDIVEZZI
-DIVEZZI

LATTANTI
Le attività svolte servono per sviluppare le capacità:
-Senso-motorie: il bambino cerca di afferrare ciò che gli si presenta davnti, rotola su tappeti morbidi di gommapiuma, si diverte con il gioco del cucù, si aggrappa a mobiletti bassi con appigli che lo aiutano a raggiungere la posizione eretta, riconosce la sua immagine riflessa allo specchio.
-Ambientazione: l'ambiente è ampio con finestre grandi, specchi infrangibili che percorrono tutto il perimetro della stanza dotati di supporti che servono ad aiutare la posizione eretta dei bambini; ci sono dei cuscini e materassi di gommapiuma affinchè i piccoli possano sperimentare il proprio corpo. la stanza contiene vari giochi in gomma e plastica che suonano, e tutto l'ambiente è colorato per rendere piacevole il soggiorno dei bambini.
SEMIDIVEZZI
Vengono sviluppate le capacità:
-Logico-pratiche: con l'uso di oggetti di diversa consistenza, pongo plastilina, oggetti da infilare e da incastrare, costruzioni, si aiuta il bambino nello sviluppo della manipolazione.
-Espressive: attraverso canzoncine e giochi cantati i bambini sviluppano le loro qualità espressive. Permettere ai bambini di giocare con la digitopittura su grandi fogli garantisce la coordinazione oculo-manuale.
-Del linguaggio: giochi con il telefono, giochi cantati, piccole e semplici conversazioni di gruppo e lettura di immagini con relativo appaiamento.
-Carattere affettivo: giochi di drammatizzazione con animali di pezza e bambole.
-Ambientazione: la stanza è fornita di girelli, scatole con vari giochi, un tavolo dove i bambini possomo giocare e sulle pareti ci sono cartelloni e poster colorati per stimolare le capacità espressive dei bambini.
DIVEZZI
-Logico-pratiche: la manipolazione di pongo, plastilina e "das" è guidata. I bambini ritagliano e incollano materiali vari, si introducono costruzioni più piccole e i primi puzzle.
-Logico-sensoriali: i bambini sono stimolati tramite giochi di classificazione e riordinamento di oggetti per grandezza, forma e colore.
-Espressive: si insegnano canzoncine abbinate ai movimenti, si fanno conoscere vari strumenti musicali, si stimola lo sviluppo espressivo attraverso disegni liberi su fogli con colori a cera, con le dita e tempere.
- Di carattere affettivo: tramite giochi significativi il bambino imita il vissuto familiare ed è utile favorire scambi spontanei tra i bambini come imboccarsi l'uno con l'altro, pettinarsi.
-Ambientazione: organizzata in maniera ordinata e dettagliata, ci sono tavoli e sedie dove i bambini svolgono le loro attività didattiche con la maestra. I giochi sono divisi in scatole colorate, e nella stanza c'è anche un angolo predisposto per le conversazioni e per raccontare favole. Esiste aanche uno spazio riservato alle attività libere quali ballo e ginnastica.

Bibliografia: www.pianetamamma.it
Salve a tutti,
in questo post, voglio parlare dei bambini che sono affetti dalla Sindrome di Down.
La Sindrome di Down è un'anomalia cromosomica che si manifesta attraverso sintomi congeniti di vario tipo: disabilità intellettiva di livello variabile, hanno un aspetto fisico caratteristico, e spesso soffrono di malformazioni cardiache e problemi di salute. Nella Sindrome di Down, il cromosoma 21 ha più materiale genetico rispetto alle persone sane, ciò si verifica prima della fecondazione, l'ovulo e lo spermatozoo si possono dividere in modo non corretto, e quindi ritrovarsi ad avere un cromosoma 21 in più, così l'embrione risultante avrà 47 cromosomi invece di 46. I bambini Down possono avere occhi inclinati verso l'alto, orecchie piccole e leggermente piegate sulla sommità, bocca piccola, con lingua che sembra più grande del normale, naso piccolo e camuso, collo corto, mani e piedi piccoli, tono muscolare insufficiente, bassa statura sia da piccoli sia da grandi. 
Ma quale capacità hanno i bambini Down?
I bambini Down di norma riescono a fare la maggior parte delle cose dei loro coetanei, però rispetto agli altri bambini iniziano ad imparare con un po' di ritardo. L'età esatta in cui i bambini raggiungeranno questi traguardi di autonomia non può essere prevista con esattezza, ma con un intervento precoce e mirato che inizi già dalla prima infanzia potranno diventare autonomi prima. Esistono programmi speciali che, già in età prescolare, aiutano i bambini Down a sviluppare le loro abilità nella maniera più completa possibile. Questi interventi oltre a dare benificio a questi bambini, permettono a quest'ultimi di andare a scuola con i loro coetanei. Molti bambini con questa patologia imparano a leggere e a scrivere: molti frequentano la scuola superiore e poi l'università; molti sono perfettamente integrati nelle varie attività scolastiche ed extrascolastiche.


Bibliografia: www.farmacoecura.it