martedì 29 dicembre 2015

I BAMBINI ALLEVATI IN CONDIZIONI DI ISOLAMENTO

Due casi sono avvenuti negli Stati Uniti, e sono stati riferiti da Kingsley Davis.
Il primo di questi casi rigurda una bambina di nome Anna, ritrovata all'età di sei anni. Era una figlia illegittima, suo nonno volle rinchiuderla in una soffitta per nasconderla dal resto del mondo. Ricevette delle cure fisiche, ma solo il minimo indispensabile per la sopravvivenza, e non ebbe l'opportunità di socializzare. Una volta che fu ritrovata, videro che la bambina non sapeva parlare, camminare e tenersi pulita, e non sapeva nemmeno cibarsi da sola. Era completamente apatica, inespressiva e indifferente nei confronti degli esseri umani. Davis disse: "Le sue condizioni mostravano che le risorve puramente biologiche di cui disponeva, operando da sole, contribuivano in ben scarsa misura a fare di lei una persona completa". Provarono a far socializzare Anna, ma fu tutto inutile perché quattro anni e mezzo dopo morì. Aveva imparato qualche parola ed espressione ma non delle frasi intere. Aveva imparato ad usare i dadi da costruzione, ad infilare le perline di una collana, lavarsi mani e denti, a seguire le istruzioni e a trattare bene una bambola. Imparò a camminare, ma correva in modo goffo. Morì all'età di undici anni, quando ebbe raggiunto un livello di socializzazione pari ad una bambina di due o tre anni. Il secondo caso, riguarda una bambina di nome Isabella, che quando è stata ritrovata aveva all'incirca la stessa età di Anna. Anche lei era illegittima e suo nonno aveva tenuto lei e sua mamma che era sordomuta, all'interno di una stanza buia. Rispetto all'altra bambina, Isabella ebbe l'opportunità di socializzare con la mamma, ma non imparò a parlare, infatti la mamma e la bambina comunicavano a gesti. Si comportava come un animale selvatico. Isabella potè usufruire dell'aiuto di un'equipe di medici e di psicologi. Dopo un avvio lento, la bambina improvvisamente riuscì ad attraversare tutte le fasi dell'apprendimento caratteristiche dei primi sei anni di vita con una velocità incredibile. All'età di otto anni e mezzo aveva raggiunto un livello di apprendimento normale, così riuscì a frequentare la scuola come gli altri bambini. Si concluse che il maggior successo sia stato dipeso dall'abilità dei suoi istruttori e che sua madre era presente durante il periodo dell'isolamento, e che a differenza di Anna, riuscì ad acquisire l'uso del linguaggio.

Bibliografia: Elementi di sociologia, Ian Robertson, Zanichelli




 

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